Un confronto aperto tra ricerca, istituzioni e cittadinanza ha animato la due giorni dedicata al progetto nazionale “Clima, co-benefici di salute ed equità”, svoltasi a Palermo il 21 e il 22 maggio. Al centro del dibattito, strumenti e politiche evidence-based per integrare la dimensione sanitaria nelle strategie ambientali, costruendo città più sostenibili e vivibili.
Il progetto “Clima, co-benefici di salute ed equità” (Co-benefici di salute ed equità a supporto dei piani di risposta ai cambiamenti climatici in Italia) è finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (PNC). È coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Ssr del Lazio, Asl Roma 1 (DEP Lazio) e coinvolge cinque Regioni italiane e un ampio partenariato tecnico-scientifico.
Un progetto per il futuro delle città
“Come tradurre la sfida climatica in opportunità concrete per la salute e il benessere dei cittadini?” è la domanda al centro del progetto e dell’evento nazionale che ha riunito esperti, amministratori locali, enti di ricerca e rappresentanti del terzo settore proprio per discutere strumenti e politiche evidence-based in grado di integrare la dimensione sanitaria nelle strategie ambientali.
L’obiettivo è chiaro: supportare la costruzione di città più sostenibili, valorizzando le sinergie tra mitigazione climatica e politiche di adattamento, e salute pubblica, agendo su temi cruciali come la promozione della mobilità attiva, l’adozione di una dieta sostenibile, la riduzione dell’isola di calore urbana e il contrasto alle disuguaglianze.
La necessità di agire con prontezza è stata ribadita da Paola Michelozzi, direttrice del DEP Lazio, che ha presentato dati e scenari climatici di grande impatto. “I Millennials e la generazione Z subiranno un riscaldamento circa doppio rispetto ai Boomer e fino a sette volte più eventi estremi”, ha sottolineato. Una proiezione che non lascia spazio a dubbi. “La temperatura aumenterà a prescindere da quello che faremo fino al 2100. L’unica variabile che possiamo modulare sono gli impatti sanitari e le disuguaglianze con politiche efficaci e basate sull’evidenza”, conclude.
Co-benefici: la salute al centro delle scelte ambientali
Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione di dati e scenari climatici e di come politiche adeguate possano portare co-benefici, ovvero quelle azioni che generano simultaneamente vantaggi per l’ambiente e per la salute. Tra gli strumenti chiave, secondo i modelli e i dati preliminari presentati e discussi nelle due giornate, la promozione di comportamenti che portano co-benefici ambientali e sanitari. “Vivere senza auto riduce l’impronta di carbonio individuale di oltre 2 tonnellate all’anno”, ha ricordato Michelozzi. “E anche scelte alimentari sostenibili, come la riduzione del consumo di carne rossa, possono contribuire significativamente alla prevenzione di malattie croniche e alla mitigazione climatica”. Il progetto si propone di integrare questi elementi per costruire scenari di riduzione delle emissioni che siano anche garanzia di benefici sanitari concreti, quantificabili e mirati a livello territoriale.
L’iniziativa ha ospitato una sessione dedicata ai giovani ricercatori e con l’impegno condiviso a rafforzare la cooperazione tra scienza e istituzioni.
La politica locale in prima linea: l’esperienza di Palermo
La seconda giornata è stata dedicata a un confronto diretto con le autorità locali, un momento cruciale per mettere a terra la possibilità di tradurre la ricerca in azione. Il progetto mira a restituire dati che possano informare strumenti e raccomandazioni per guidare amministrazioni locali e stakeholder verso una governance integrata della salute e del clima. Con un obiettivo comune: costruire città più vivibili, sostenibili e giuste.
“La politica ragiona troppo spesso senza la conoscenza del dato, ma per deliberare occorre conoscere”, afferma Il Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, enfatizzando l’importanza della conoscenza come base per ogni decisione pubblica. “Una buona strategia urbana deve poggiare su dati epidemiologici e climatici aggiornati, perché solo così possiamo definire priorità e interventi realmente efficaci”, ha aggiunto.
Lagalla ha poi elencato gli interventi già avviati dall’amministrazione palermitana, tra cui la graduale elettrificazione della flotta dei trasporti pubblici, l’estensione della ZTL e la realizzazione di nuove piste ciclabili e collegamenti tranviari. “Palermo ha una rete di oltre 20 km di mobilità dolce, ma la sfida è culturale prima ancora che infrastrutturale. Dobbiamo responsabilizzare il cittadino e costruire un patto civico per prendersi cura insieme della città”, ha aggiunto. Tra gli altri interventi in corso, il ripopolamento vegetale delle aree urbane e la prevenzione degli incendi, grazie all’installazione di sistemi di rilevamento precoce su Monte Pellegrino e altre alture. “Nel 2024 non abbiamo registrato incendi rilevanti. La prevenzione funziona”, ha detto il Sindaco, “ma deve essere accompagnata da una governance urbana che integri salute, ambiente e resilienza”.
